Questa domenica vedremo come il Vangelo ci rende veramente liberi.

E di come il Vangelo, sia uno ed uno soltanto, il  Vangelo della grazia, che unisce tutti i popoli in un solo popolo, la chiesa unificata in Cristo.

Unisciti a noi ci incontreremo alle 10:30 alla via Roma, 216 (King's Cross Irish Pub).


Galati 2:1-10

Poi, trascorsi quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo con me anche Tito.

Vi salii in seguito a una rivelazione, ed esposi loro il vangelo che annuncio fra gli stranieri; ma lo esposi privatamente a quelli che sono i più stimati, per il timore di correre o di aver corso invano.

Ma neppure Tito, che era con me, ed era greco, fu costretto a farsi circoncidere.

Anzi, proprio a causa di intrusi, falsi fratelli, infiltratisi di nascosto tra di noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, con l'intenzione di renderci schiavi,

noi non abbiamo ceduto alle imposizioni di costoro neppure per un momento, affinché la verità del vangelo rimanesse salda tra di voi. 

Ma quelli che godono di particolare stima (quello che possono essere stati, a me non importa; Dio non ha riguardi personali), quelli, dico, che godono di maggiore stima non mi imposero nulla;

anzi, quando videro che a me era stato affidato il vangelo per gli incirconcisi, come a Pietro per i circoncisi

(perché colui che aveva operato in Pietro per farlo apostolo dei circoncisi aveva anche operato in me per farmi apostolo degli stranieri),

riconoscendo la grazia che mi era stata accordata, Giacomo, Cefa e Giovanni, che sono reputati colonne, diedero a me e a Barnaba la mano destra in segno di comunione perché andassimo noi agli stranieri, ed essi ai circoncisi;

10 soltanto ci raccomandarono di ricordarci dei poveri, come ho sempre cercato di fare