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Oggi iniziamo il terzo capitolo della lettera di Paolo alle chiese della Galazia. Per i primi due capitoli, Paolo stava ponendo una solida base per la sua lettera. Che siamo salvati per sola grazia, mediante la sola fede, attraverso le buone opere del solo Gesù.

Sta scrivendo questo per ricordare alle chiese del Vangelo che predicò loro, e per combattere contro un crescente gruppo di leader religiosi che contestavano quel vangelo. Essi insegnavano che siamo salvati mediante la fede, più una buona vita. Un messaggio che è molto familiare al popolo italiano. Ma, secondo Paolo, qualsiasi messaggio che insegna che siamo salvati per fede più le opere buone è un messaggio che deve essere condannato. Se volete saperne di più su questo, perché so che è una questione forte, vi invito ad ascoltare (o leggere) i nostri precedenti sermoni dove abbiamo studiato i capitoli 1 e 2. Potete farlo sul nostro sito web, che è incluso nel bollettino che avete ricevuto.

Oggi, Paolo comincia a parlare di più della vita reale. Sta spostando la conversazione da "come possiamo essere salvati quando moriamo" a "come facciamo a vivere una nuova vita ora". Ora Paolo ci mostra che il Vangelo non è solo il modo per entrare nel regno di Dio, ma è anche il modo in cui camminiamo ogni giorno come popolo di Dio. Non siamo solo salvati dal Vangelo, ma cresciamo e siamo trasformati dal Vangelo. Egli ci sta dicendo qui che non cominciamo dalla fede e poi cresciamo con le buone opere. Non lasciamo mai il Vangelo alle spalle. Questa idea è così importante, perché Dio non ci salva lasciandoci come siamo. Allo stesso modo del nostro padre amorevole che ci salva e vuole trasformarci. Quindi passeremo le prossime settimane a studiare insieme ciò che significa. La mia preghiera per noi, come lo era quella di Paolo per la chiesa in Galazia, è che Dio ci aiuti a vedere il Vangelo in un modo che cambia tutto in noi. Che la grazia di Dio ci trasformi in persone nuove, che vivono per la gloria di Dio.

Leggiamo Galati 3:1-14

"O Galati insensati! Chi vi ha ammaliati, voi, davanti agli ai cui occhi Gesù Cristo è stato rappresentato crocifisso? Questo soltanto desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito per mezzo delle opere della legge o mediante la predicazione della fede? Siete così insensati? Dopo avere cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?" vs 1-3

Nei versetti 1-3 Paolo inizia ricordando loro come sono stati convertiti dal paganesimo. Erano Gentili senza fede che avevano ricevuto un messaggio che era stato insegnato loro. E quel messaggio era che "Gesù Cristo è stato chiaramente rappresentato come crocifisso." C'era stato un messaggio comunicato a loro. Paolo andò da loro predicando Gesù. Non stava predicando la religione. Non stava predicando legge della chiesa. Non stava dicendo loro come vivere e cosa dovevano fare. Disse loro come Gesù aveva vissuto, e ciò che Gesù aveva fatto per loro sulla croce.

La passione di Paolo era di mostrare loro Gesù. Di dipingere un quadro per loro della bellezza della croce. Per aiutarli a vedere la grandezza dell'opera di Gesù per loro. E lo Spirito di Dio li guida ad ascoltare e a credere. Questo era il risultato. Paolo dice che furono salvati, e poi ricevettero lo Spirito, attraverso "l’ascoltare con fede". Letteralmente, in lingua greca originale, vuol dire che "credevano in ciò che ascoltavano.”

Qui, gli sta ricordando del messaggio in cui credettero all'inizio. Che siamo salvati per mezzo di Gesù, per la sola fede. Ma credere nel Vangelo non è soltanto accettare mentalmente fatti su Gesù. Lui è vissuto, è morto, è risorto... per esempio. E' credere alle implicazioni della sua vita e della sua morte. Che non possiamo raggiungere la salvezza seguendo la legge. Ma siamo salvati per grazia.

Paolo ci dice nel versetto 3 che il nostro problema è che cerchiamo di essere "perfezionati con la carne". Usa la parola greca "epitelio", che significa "completamento" o "rendere integri". Egli descrive il modo naturale in cui tutti viviamo. Per natura cerchiamo di completare noi stessi, di renderci integri confidando nei nostri buoni sforzi, nei nostri standard morali, nelle nostre conquiste relazionali. Ma Paolo dice che credere il vangelo significa che dovete smettere di cercare di rendervi integri in quel modo. Smettiamo di "osservare la legge" come un modo per perfezionare noi stessi.

Prima di diventare cristiani, confidiamo in un sacco di cose diverse per darci un senso di completezza e integrità. Ma ora noi crediamo che siamo resi completi solo in Cristo. Egli colma le lacune che non potremmo mai riempire. Non confidiamo più nei nostri buoni sforzi. Né per la nostra salvezza, né per la nostra crescita e integrità.

E il risultato di avere questo tipo di fede, dice Paolo, è che i Galati "ricevettero lo Spirito" (vs 2). Lo Spirito Santo entra nella vita attraverso la fede nella salvezza per sola grazia, mediante Cristo soltanto. Questo è ciò di cui Giuseppe ha parlato alcune settimane fa. Si tratta di una nuova nascita. Mediante la fede, Dio ci dà un cuore nuovo, nuovi desideri, e una nuova forza di vivere per Dio. E loro avevano questo in Galazia. Ma qualcosa era cambiato.

"Siete così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne? Avete sofferto tante cose invano? Se pure è proprio invano. Colui dunque che vi somministra lo Spirito e opera miracoli tra di voi, lo fa per mezzo delle opere della legge o con la predicazione della fede?" Vs 3-5

Avevano creduto in ciò che avevano ascoltato, avevano ricevuto lo Spirito, ma ora Paolo dice che sono "insensati" e "stregati". Che cosa è andato storto?

Ci lo dice nel versetto 3. Procedevano oltre il Vangelo. Sta dicendo loro che il modo in cui lo Spirito entra nella vostra vita dovrebbe essere lo stesso modo in cui lo Spirito avanza nella vostra vita. Ma Paolo dice che loro stavano ora confidando nella carne, o nella loro capacità di obbedire alla legge. In altre parole, non riuscivano a ricordare e a vivere secondo il Vangelo.

Questa è la direzione naturale di tutti i nostri cuori.

Come cristiani, di solito pensiamo che siamo salvati credendo nel vangelo, ma poi pensiamo che cresciamo applicando i principi biblici per la nostra vita. Ma Paolo ci sta dicendo qui che non solo siamo salvati dal Vangelo, ma cresciamo applicando le verità del vangelo alla vita quotidiana. Lo Spirito opera nella nostra vita e ci cambia mentre ci affidiamo meno a noi stessi e alle nostre opere buone, e ci affidiamo più al solo Cristo per la nostra accettazione e la completezza. In poche parole, lo Spirito lavora mentre applicate e utilizzare il vangelo, non la legge.

Lasciate che vi spieghi come.

Proverbi 4:23

"Custodisci il tuo cuore più d’ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita."

In altre parole, tutto ciò che facciamo in vita in qualche modo esce dal nostro cuore. E' il centro di chi siamo. Così, quando cerchiamo di modificare il nostro comportamento seguendo le regole o i principi, non affrontiamo il problema alla radice. Seguire regole o principi non cambia in sostanza ciò che siamo. Non cambia la nostra natura.

Così, crescere nella fede e vivere una nuova vita per Dio non può verificarsi semplicemente provandoci con più impegno. Provarci con impegno è semplicemente affidarsi a noi stessi e ai nostri sforzi. Invece, dobbiamo renderci conto che la radice di tutta la disobbedienza e il peccato è nel desiderio del nostro cuore di controllare le nostre vite. Essere il Dio di noi stessi. Confidiamo naturalmente nei nostri sforzi per cambiare noi stessi, e non nel potere di cambiarci del Vangelo.

Il modo per crescere come cristiani è di ravvedersi continuamente del nostro vecchio modo di pensare, e di continuare a credere nell’opera di Cristo per nostro conto. E' lo stesso modo in cui siamo salvati. Ravvedimento e fede. Smettiamola di confidare in noi stessi, e confidiamo sempre in Cristo. Torniamo ancora e ancora al vangelo di Gesù crocifisso, in modo che i nostri cuori siano più profondamente impressi dalla realtà di ciò che ha fatto per noi, e di chi siamo in lui. Mentre ricordiamo Cristo crocifisso per noi, lo Spirito opererà in noi e la radice del peccato nei nostri cuori appassirà e morirà.

"Così anche 'Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia’. Riconoscete dunque che quanti hanno fede sono figli di Abraamo. La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per fede, preannunciò ad Abraamo questa buona notizia: ‘In te saranno benedette tutte le nazioni’. In tal modo, coloro che hanno la fede sono benedetti con il credente Abraamo." vs 6-9

Poi, Paolo vuole che consideriamo Abraamo. Paolo lo fa per aiutarci a vedere ancor più profondamente la bellezza del messaggio del Vangelo. Può sembrare una strana connessione quella di guardare a un personaggio dell'Antico Testamento, ma in realtà è molto intenzionale. Abraamo è considerato il padre della fede ebraica. Paolo sta usando Abraamo come testimone contro i leader ebrei che distorcono il Vangelo. Sta mostrando ai Galati come anche Abraamo può aiutarli a capire che sono stati "stregati" da questi insegnanti ebrei. E' come se stesse mostrando loro che anche il padre e fondatore della fede ebraica sarebbe d'accordo con lui.

Così ci ricorda che Abraamo era considerato giusto da Dio, mediante la sola fede. Egli cita Genesi 15, che ci aiuta a capirne di più delle implicazioni del Vangelo. La parola greca che Paolo usa significa letteralmente "ricevere uno stato che prima non era il tuo". Egli ci mostra che la fede di Abraamo era considerata nei suoi confronti come giusta. Dio sta trattando Abraamo come se stesse vivendo una vita perfettamente giusta. In altre parole, Dio sta prendendo la fede di Abraamo, e la sta scambiando per giustizia. Paolo sta ricordando loro che siamo amati e accettati da Dio mentre siamo ancora peccatori e imperfetti. Non dovete ripulire la vostra vita in modo da essere considerati giusti da Dio. Piuttosto, la giustizia è qualcosa che ricevete attraverso la fede, anche se siete peccatori.

Ma fa una importante distinzione sulla fede. Non dice che Abraamo credeva in Dio, dice che Abraamo credette a Dio. Significa che credeva in ciò che Dio gli aveva detto. Credeva che le promesse di Dio fossero vere. Credere in Dio, o che Dio esiste, non è sufficiente per salvarci. Ciò che conta è se credete o no a ciò che Dio ha effettivamente detto e promesso sulla salvezza. Ritenete che abbia senso?

Non si può credere a Dio senza credere nella sua esistenza. Ma potete credere nella sua esistenza, pur senza credere a Dio. In altre parole, il solo credere che Dio esiste non è sufficiente per salvarvi, e questo non è ciò che rappresenta la fede salvifica. La fede salvifica è credere che Dio esiste, e confidare che ciò che dice sia vero. Vale a dire, confidare nel messaggio biblico di salvezza attraverso la fede in Cristo.

Quindi, secondo Paolo, la fede (come quella di Abraamo) porta salvezza e benedizione. Ma vivere della legge significa che siamo "sotto una maledizione".

"Infatti tutti quelli che si basano sulle opere ella legge sono sotto maledizione; perché è scritto: ‘Maledetto chiunque si attiene a tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica’." vs 10

Se volete fare affidamento sulla legge per salvarvi, allora dovete obbedire a tutta la legge. Per amare Dio totalmente, allora dovreste obbedire totalmente alla legge. Per essere benedetti da Dio piuttosto che maledetti, dovreste soddisfare ogni comandamento della legge. E questo non può essere fatto. Motivo per il quale siamo maledetti attraverso la legge. Per non parlare del fatto che non sperimenterete mai in pieno la pace. La salvezza attraverso la legge significa sperimentare un costante senso di colpa, vergogna e insicurezza. Non saprete mai se siete buoni abbastanza.

Quindi, che speranza abbiamo? Come possiamo sfuggire alla maledizione e godere della benedizione di Dio? Certo, ci ricorda Paolo, è tutto conseguenza di ciò che ha fatto Gesù.

"Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: 'Maledetto chiunque è appeso al legno’), affinché la benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù, e ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso." vs 13-14

Gesù ci salva dalla maledizione e ci porta sotto la benedizione di Dio prendendo il nostro posto. "Diventando maledizione per noi." La parola "per" qui significa "per conto di" o "al posto di". Gesù era il nostro sostituto. E mentre prendeva il nostro posto c’è stato un doppio scambio.

1 - Gesù prende il nostro peccato e la nostra maledizione

2 - Ci viene data la sua benedizione, giustizia e Spirito

"Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui." 2 Corinzi 5:21

Gesù è stato trattato come se fosse lui un peccatore. Legalmente parlando, è diventato il peccato. E’ stato condannato dal Padre.

Perché questo è così importante da capire? Perché dimostra l'affermazione sorprendente su ciò che ci accade quando crediamo nel Vangelo di Gesù. Se Gesù è diventato peccato per noi, al nostro posto, allora noi siamo diventati perfettamente giusti nello stesso modo. Se prendendo la nostra maledizione, Dio vide Gesù come un peccatore, allora significa che Dio ci vede come perfettamente giusti e impeccabili e senza peccato.

La salvezza significa molto di più del perdono. Non solo abbiamo la nostra lavagna ripulita. Diventiamo anche perfetti agli occhi di Dio! E restiamo perfetti agli occhi di Dio. Non iniziamo confidando unicamente nel sacrificio di Cristo, e poi proseguiamo attraverso lo sforzo umano. Paolo dice che è insensato! Andiamo avanti come abbiamo iniziato, avendo i cuori modellati e trasformati attraverso la conoscenza e la fiducia nel Salvatore crocifisso. Senza mai andare oltre il Vangelo. Siamo trasformati da una crescita più profonda nel Vangelo.

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