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La volta scorsa abbiamo visto come Paolo spiega ai credenti di Galazia che se si é maturi si é liberi, altrimenti si resta schiavi sotto la legge ed il giudizio.

Dio ci ha lasciato la Sua Parola divisa nel vecchio e nuovo testamento.

Ora un testamento, parla di un'eredità concessa ai figli, e questa può essere ricevuta e gestita, solo se il figlio é maggiorenne. Legalmente, il figlio minorenne, é erede e padrone di tutto, ma praticamente vive come un servo perché non maturo, quindi, non capace di gestire il patrimonio paterno. Se un bambino andasse in un tribunale per reclamare i suoi diritti, il giudice lo ascolterebbe?

No! Non potrebbe.

Così noi, se siamo bambini, non potremo comprendere e godere,  la grandezza dell'eredità che Dio ci ha provveduto in Cristo, e sopra ogni cosa,  non potremo giungere realmente alla Sua presenza come figli perché saremo come servi e non figli.

In cosa devo dunque maturare?

Sicuramente nella mia relazione personale con Dio. Se conosco Dio avrò più confidenza con Lui e la mia paura di giudizio e castigo da parte di Dio, diventerà santo timore di Dio, nel non voler contristare il mio amatissimo, adorato Papà Celeste, che per Sua grazia ha deciso di giustificarmi in Cristo.

Quindi conosco Dio?

Cosa dice Paolo nel verso 9? Leggiamo Nel verso 9 parla di conoscenza di Dio. 

(Ricordiamo che siamo conosciuti da Dio, che Dio non può aver bisogno di più tempo per conoscerci, ma che ci conosce già meglio di noi stessi, che siamo noi ad aver bisogno per Sua grazia,  di conoscerlo meglio. Ricordiamo anche che ci comportiamo con gli altri secondo come conosciamo Dio, secondo la legge o la grazia)

Vediamo che questi versetti possiamo dividerli in due parti:

Dal verso 8-11 il tipo di fede (in base alla legge o alla grazia), ovvero l'albero

Dal verso12-20 il conseguente comportamento,  ovvero il frutto

Cosa vuole intendere Paolo?

Teniamo presente una cosa molto importante, che Paolo scrisse questa lettera ai Galati che erano degli ex pagani,  idolatri che poi avevano accettato Cristo.

Questi, prima credevano che per aver gioia nella vita dovevano fare sacrifici, offerte agli dei a seconda delle loro necessita,  sia per il raccolto, per l'amore, per la guerra o qualsiasi altro aspetto.

Quindi Paolo scriveva ad una chiesa che non adorava più altri dei,  non a dei pagani che adoravano idoli, come statue o elementi naturali.  Per esempio. Per una buona caccia si andava al tempio di Artemide, la Diana degli efesini,  per trovare l'amore si andava da Afrodite, per la musica da Apollo etc.

Paolo si rivolgeva a cristiani credenti oltre che al loro pastore.

Eppure i Galati si stavano comportando come pagani, una chiesa che invece di adorare le statue o altre divinità aveva come idolo la legge e le loro buone opere.

Non c'era il vangelo della grazia, ma bensì la legge e le opere, al centro della loro vita.

La legge al posto di Cristo,  quindi idolatria , anche se cristiana,  idolatria anche se nel nome di Dio.

Se non ricordo di essere stato conosciuto ed accettato da Dio per grazia così come sono, cado del peccato dell'idolatria e rinnego la grazia.

Cosa conosciamo di Dio, e sopratutto, come crediamo che Dio sia? Ora prova un attimo ad immaginare Dio. Cosa vedi con la tua mente?

Un pastore americano AW Tozer disse:" Quello che viene in mente quando si pensa a Dio rappresenta la cose più importante riguardo a chi sono io".

Se Dio per me è un giudice spietato, sarò un infelice, disperato destinato al fallimento.

Se per me è un Padre amorevole sarò sicuro e felice, anche nelle difficoltà e nei fallimenti, di essere sempre accettato da lui.

Da questo dipende il tipo di relazione che si avrà con Lui, da questo dipende la nostra vita, parte tutto da qui. 

Infatti, da come io immagino Dio tale sarò io come figlio e tali saranno anche le mie aspettative, la mia fede.

Vediamo un attimo il salmo 115.... Versi 4-8

“4 I loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell'uomo. 5 Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, 6 hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, 7 hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non emette alcun suono. 8 Come loro sono quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.”

Se adoriamo Dio, abbiamo gioia di vivere e possiamo ammirare e godere la vita, comprendendo a pieno la grazia ed il dono di Dio.

Se adoriamo gli idoli diventiamo ciechi, sordi, muti e paralitici.

Questo l'ho vissuto sulla mia pelle.

Quando in passato immaginavo e pensavo a Dio,  avevo due immagini.

Una di un vecchio bellissimo , con una tunica marrone, con lo sguardo arrabbiato, circondato da nuvole e luce,  seduto su un trono con una barba bianca e lunghissima, un'entità distante, un giudice spietato e perennemente in collera con me a causa dei miei peccati, peccati che io non avevo capacita di non commettere, e per i quali non avevo rimedio alcuno. Ogni sera ripetendo i 10 comandamenti ne avevo infranti almeno l'80%.  L'altra immagine, come il 98% degli italiani,  di un Dio, che alle feste patronali arrivava sempre dopo di me. Perché ? Perché era fatto di legno, di gesso o di metallo, e doveva per forza essere trasportato dalle persone perché era solo una statua.

Ora pensiamo insieme ad una cosa. Se questa statua non può fare nulla, come potrà essere un Dio onnipotente, e sopratutto quale tipo di fede sarà la mia fede e come potrà aiutarmi?

Ho bisogno di conoscere o di ricordare sempre chi è Dio veramente!

Andiamo un attimo in Genesi 17 : 1-7

1 Quando Abramo ebbe novantanove anni,  l'Eterno gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza(davanti a me),  e sii integro; 2 e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente». 3 Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e DIO gli parlò,  dicendo: 4 «Quanto a me,  ecco io faccio con te un patto: tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni. 5 E non sarai più chiamato Abramo,  ma il tuo nome sarà Abrahamo,  poiché io ti faccio padre di una moltitudine di nazioni. 6 Ti renderò grandemente fruttifero. Quindi ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. 7 E stabilirò il mio patto fra me e te,  e i tuoi discendenti dopo di te,  di generazione in generazione; sarà un patto eterno,  impegnandomi ad essere il DIO tuo e della tua discendenza dopo di te. 

Cosa vediamo qui?

Qui vediamo il Dio Onnipotente ( El Shaddai) , il creatore di tutte le cose, Colui che può fare ogni cosa,  che rivela ad Abramo, il piano che ha per la sua vita ed il proposito della sua discendenza, e dopo questo gli dice Sarò il tuo Dio.

Altro che statua incapace,  di fare o dire alcunché,  qui vediamo un Dio grande, maestoso e tremendo.

Leggiamo ancora un attimo In Genesi 22: 15-18 Dio mette alla prova la fede di Abrahamo...

15 L'Angelo dell'Eterno chiamò dal cielo Abrahamo una seconda volta e disse: 16 «Io giuro per me stesso,  dice l'Eterno,  poiché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio,  l'unico tuo figlio,  17 io certo ti benedirò grandemente e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua discendenza possederà la porta dei suoi nemici. 18 E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza,  perché tu hai ubbidito alla mia voce».

Qui vediamo che l'Angelo dell'Eterno, in questo caso figura di Gesù stesso,   promette ad Abrahamo ricche e larghe benedizioni, moltiplicazione della discendenza ed anche vittoria sui suoi nemici. Ora in Cristo anche noi siamo, per la fede, discendenti di Abrahamo ed eredi di tali benedizioni e vittoria.

Quindi, ora torniamo al punto principale. 

I Galati non adoravano statue o idoli visibili, ma un idolo più insidioso,  invisibile,  la legge. Paolo sta dicendo che come le statue non possono essere potenti di salvare,  così la legge, il volersi avvicinare a Dio mediante la legge,  e quindi le "buone opere", equivale ad adorare una statua, come la statua, l'applicazione della legge per la salvezza,  è impotente, muta, cieca, sorda, alla grazia di Dio.

Dunque.

Come ricordavano i Galati l'immagine di Dio, che relazione avevano con Dio? Che immagine ho di Dio,  e relazione ho io con Lui?

Una volta che abbiamo l'immagine giusta, poniamoci insieme anche questa domanda.

Cos'è un idolo?

Un idolo può essere un personaggio politico, dello spettacolo, un ministro di Dio,  una moglie, un marito, i figli, la famiglia in generale,  la mia casa, la mia auto o il mio lavoro.

Tutto ciò che per me ha un valore quanto Dio, se non superiore, é un idolo.

Dio paragona l'idolatria all'adulterio, al tradimento verso di Lui da parte del popolo.

Più in profondità? Non si tratta solo di un valore dato alle cose. Si  tratta di quello che realmente sto rincorrendo per la soddisfazione totale e suprema della mia vita,  o per giungere alla "salvezza".

Tim keller in un'occasione ha detto:

"il cuore umano prende le cose buone come un successo nella carriera,  l'amore,  i beni materiali, anche la famiglia,  e li trasforma in cose che rappresentano lo stato ultimo per la vita, le più importanti. I nostri cuori le glorificano come il centro delle nostre vite,  perché,  pensiamo,  possono darci il senso della vita,  la sicurezza, e  la realizzazione,  se li raggiungiamo"

Che cos'è un idolo? È qualcosa per voi più importante di Dio,  tutto ciò che assorbe il vostro cuore e la fantasia più di Dio,  qualsiasi cosa tu cerchi di darti, o raggiungere, in realtà è ciò che solo Dio può ti può dare ".  

Tra l'altro,  per  le persone di tutto il mondo,  più fondamentale, più importante di Dio è la propria felicità,  dare un senso alla vita, tutto questo senza coinvolgere Dio, ecco che allora tutto è diventato un idolo.

Si cerca in realtà  nella vita,  ciò che solo Cristo,  può realmente dare.

Cristo, più il nulla,  è sempre tutto ciò di cui avrai veramente bisogno, è sempre piena realizzazione e soddisfazione di tutto il tuo essere.

Per i Galati l'idolo era la legge e l'illusione di piacere a Dio, di aggiustarsi la coscienza con qualche opera buona, servire un senza dimora, un malato, un affamato, o qualsiasi altra  opera; e per noi quale potrebbe essere?

Come posso riconoscere se ho idoli nel mio cuore? 

Certamente con la grazia di Dio che ci apre gli occhi, ma anche dalle  priorità che diamo alle cose nella vita.

Che posto ha per me Dio nella mia vita?

Dio, la mia santificazione nella Parola, il coniuge, i figli, la famiglia, la chiesa, il predicare Cristo, il lavoro e poi il resto...

Sono queste le priorità? É questo l'ordine in tutta onestà o bisogna che riveda qualcosa nella mia vita?

Ho bisogno di Dio. 

Per i giudei in genere e per i Galati l'idolo era divenuto la legge stessa. 

Come,  la legge di Dio un idolo? 

Non proprio. In realtà dietro la legge, si nascondeva il proprio orgoglio nella conoscenza della parola, di poter giudicare gli altri, di guardarli dall'alto in basso, magari dicendo o facendo intendere, io sono migliore di te e se fai anche tu come me ti salvi,  o perfino di poter andare di fronte a Dio per dire che c'era qualche opera buona fatta, come per dire,  Dio,  sono a credito con te.

Paolo ricorda ai Galati il primo amore che loro ebbero per lui, e la carità mostratagli per la sua infermità, mostrando il frutto della grazia accogliendolo come Cristo stesso.

Ora che frutti manifestavano i Galati? 

L'inimicizia verso Paolo perché non seguendo la legge,  era automaticamente nemico di coloro che la seguivano,  da fratelli in comunione nello Spirito, coloro che non disprezzavano "i diversi ed impuri" come Cristo stesso non disprezzò mai nessuno e che accolse sempre tutti, loro,  i Galati, stavano diventando estranei oltre che nemici. Non soltanto nemici di Paolo ma  pur essendo figli di Dio, rischiavano di divenire nemici di Dio stesso rinnegando il sacrificio perfetto di Cristo, comportandosi da servi e non da figli.

Guardiamo il verso 19. Come abbiamo detto,  avevano cominciato a comportarsi come nemici ed  è questo il motivo che spinge Paolo a riprenderli, per ricordare loro chi sono in Cristo, figli di Dio non servi degli elementi.

Una vera assurdità, alla quale assistiamo ancora oggi anche nella cristianità.

Per esempio...

Come rispose il giovane ricco che troviamo in Marco10:17-31, dopo che questi si era sentito giusto con la legge, quando Gesù gli disse"Una cosa ti manca....." quale idolo nascosto , nel cuore del giovane ricco,  emerse?( Gesù dimostrò al giovane che non stava seguendo per niente la legge, perché mancava dell'amore verso Dio perché amava più il denaro, e dell'amore verso il prossimo, perché non volendo rinunciare ai suoi beni, dimostró tutto il suo egoismo.

Diceva in sostanza: Io senza le mie ricchezze non posso essere al sicuro perché confido nei miei soldi e non in Dio !  Non conosceva Dio e non era conosciuto da Dio...

Non é così per la maggioranza degli italiani religiosi, in tutte le confessioni religiose, con i loro fioretti, i loro pellegrinaggi, le loro processioni, le loro tradizioni o evangelizzazioni?Non é così per i tanti cristiani che distribuiscono trattati cristiani,  che predicano il vangelo per mettersi a posto la coscienza?

C'è chi è zelante perché vuole dominare le persone, magari impaurendole, approfittando della loro ignoranza nelle cose di Dio, e facendo credere che è un peccato da espiare con offerte o buone opere, perfino mancare ad una riunione di culto.

Lo zelo deve essere la predicazione del Vangelo, quello predicato con la mia e la tua vita. Il resto sono solo chiacchiere e religione!

Paolo rispiega ai Galati, e di conseguenza a noi, che non abbiamo bisogno di osservare tradizioni ma di mantenere la gioia che abbiamo ricevuto direttamente da Cristo quando é entrato nel nostro cuore.

Lo Spirito Santo attraverso Paolo, ci ricorda che noi siamo stati conosciuti da Dio...

Leggiamo un attimo solo in Matteo 7 cosa dirà Gesù a coloro che reclameranno di aver fatto opere buone? Vediamo

Matteo 7: 15-23

15 «Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore,  ma dentro sono lupi rapaci.(sono zelanti per voi ma non onestamente dice Paolo nel verso 17 di Galati 4) 16 Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine,  o fichi dai rovi? 17 Così,  ogni albero buono fa frutti buoni,  ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. 18 Un albero buono non può fare frutti cattivi,  né un albero cattivo fare frutti buoni. 19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. 20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti.21 «Non chiunque mi dice: Signore,  Signore! entrerà nel regno dei cieli,  ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore,  Signore,  non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" 23 Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me,  malfattori!"

Come può essere che Colui che vede nel segreto, Colui che sa tutto, su tutto e di tutti , Colui che scruta i pensieri e le vere motivazioni del nostro cuore, dirà  quel giorno a delle anime "Io non vi ho mai conosciuti?"

Per spiegarmi meglio in genesi dice che  Adamo conobbe Eva   ed ella gli partorì un figlio.

Conoscere significa comunione, relazione intima, relazione familiare, confidenza, non rapporto distante tra persone estranee e lontane tra loro.

L'osservare la legge non salva per niente, anzi ci condanna.

In 1 co 8:3 Paolo dice chi ama Dio è da lui conosciuto!

Chi ama Dio, intimamente, come si ama il papà migliore che possa mai esistere, non un papà con difetti, ma il Padre perfetto che mai sbaglia e mai delude.

Gesù disse se mi amate osservate i miei comandamenti.(Gio. 14:15)

Quale fu il nuovo comandamento di Gesù?

Vi do un nuovo comandamento.Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi, da questo riconosceranno che siete miei discepoli. (Gio. 13:34-35)

Questo sarà il frutto che si vedrà. Un comandamento di legge? 

No! Un comandamento di amore, di perdono, un comandamento di grazia,  per mezzo della fede, quale fede?

La fede  nella salvezza per SOLA grazia! Quella fede in Cristo crocifisso per i miei peccati, risuscitato e salito al Padre per giustificarmi, la fede che posso accostarmi a Dio con piena fiducia,   perché so che  Dio Padre mi guarda attraverso il Figlio,  e mi ritiene legalmente giusto,  anche se sono pieno di peccato, perché il sangue sparso dal Figlio ha pienamente, e per sempre, soddisfatto la giustizia del Padre. Quel sangue che grida al Padre ancora oggi :"Padre Perdona!"

Il sangue di Abele gridava: "Dio fammi giustizia!"

Ma Gesù gridò" Padre Perdona loro!"

Questo é il Vangelo! Il Vangelo della grazia.

Questo i Galati lo sapevano bene, però lo persero di vista, e se è successo a loro , cosa impedisce che possa succedere anche a noi, se non facciamo attenzione?

Se predichiamo o viviamo, un altro Vangelo, come disse Paolo, siamo proprio nei guai e nemici di Dio perché violiamo la gloria di Cristo, contristiamo lo Spirito Santo e rimaniamo sotto l'ira del Padre!

Paolo,  come già detto, scriveva ad una chiesa, quella di Galazia non a dei pagani idolatri, ad una comunità che manifestava  un problema gravissimo, quello di aver smarrito la via, tanto da far dire a Paolo che temeva di aver lavorato in vano.

Gesù disse Io sono la via, la verità e la vita.nessuno viene al Padre se non per mezzo di me    (Gio. 14:6) non sognarti neppure di arrivare al Padre mediante le tue opere o qualche altro mediatore. Senza Cristo il Padre ci rifiuterà.

Il problema che aveva la comunità dei Galati non è diffuso anche oggi in Italia?

C'è idolatria da parte  di persone che pregano le varie divinità, patrone dei pompieri, dei cani, delle città etc. Ma ci sono anche comunità cristiane che hanno accettato Gesù per grazia e poi stanno vivendo sotto la legge, giudicando gli altri,  e comportandosi da farisei.

Già , proprio da farisei, perché i farisei erano coloro che pensavano di essere i perfetti facitori della legge, coloro che conoscono a campanello le scritture, e con esse, invece di trasmetterti la grazia, le usano per farti vedere i tuoi difetti, ti fanno a pezzi ti caricano del peso della legge,  avendo dimenticato che la grazia ci dice di portare i pesi gli uni degli altri, di perdonarci gli uni gli altri,  e di onorarci l'un l'altro, ti allontanano da Dio, invece di portarti a Cristo, ti  mandano all'inferno invece di portarti alla casa del Padre.

Se viviamo nella grazia, anche commettendo qualche errore,  i nostri frutti saranno buoni, di edificazione e di incoraggiamento per gli altri. Se viviamo sotto la legge ci vedremo a giudicare gli altri e stranamente saremo sempre noi nella ragione e migliori degli altri .

Ora. Domandiamo a noi stessi una cosa. Sono conosciuto da Dio? Dio mi ha conosciuto veramente? E se mi ha conosciuto, ricordo come è il Suo carattere Rifletto il carattere del Padre?

Quale è il mio frutto?

Di legge?

Ovvero di autocondanna, tristezza e il giudicare tutto e tutti?

Di grazia?

Ovvero della gioia di sentirmi accettato da Dio, in Cristo,  nonostante tutte le mie innumerevoli mancanze e , ed accettare gli altri con tutti i loro difetti come Dio accetta e perdona me?

Abbiamo bisogno che lo Spirito Santo ogni giorno ci ricordi il carattere di Dio e che ci dia la  grazia di averlo anche noi di riflesso.

Capire realmente cosa significa essere conosciuto da Dio cambia tutto. Ora abbiamo più tempo per lavorare per essere conosciuti. Dio stesso ci perfeziona nel tempo. Non dobbiamo  più  vivere nella paura. Non abbiamo più bisogno di giudicare gli altri, di confrontarci con loro, abbiamo Cristo come modello.

Di questo avevano bisogno i Galati, e proprio di questo abbiamo bisogno noi oggi. Concludendo. Conoscere Dio ed essere da lui conosciuti,  ed i frutti che ne derivano.

Velocissimamente facciamo un salto sul capitolo 5 : 18-23 e vediamo quali frutti stiamo mostrando.

18 Ma se siete guidati dallo Spirito,  non siete sotto la legge. 19 Ora le opere della carne sono manifeste,  e sono: fornicazione,  impurità,  dissolutezza, 20 idolatria,  stregoneria,  inimicizie,  discordia,  gelosia,  ire,  contese,  divisioni,  sètte,  21 invidie,  ubriachezze,  orge e altre simili cose; circa le quali,  come vi ho già detto,  vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. 22 Il frutto dello Spirito invece è amore,  gioia,  pace,  pazienza,  benevolenza,  bontà,  fedeltà,  mansuetudine,  autocontrollo; 23 contro queste cose non c'è legge. 24 Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25 Se viviamo dello Spirito,  camminiamo anche guidati dallo Spirito. 26 Non siamo vanagloriosi,  provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

Di quale frutto ci nutriamo tale frutto manifestiamo.

Tutta la Bibbia non è una favola!

In Eden c'erano due alberi.

L'albero della Vita (Cristo che realizza ogni aspetto di noi senza che nemmeno chiediamo e ci porta a vita eterna)

L'albero della conoscenza ( auto realizzazione, essere dio di noi stessi, idolatria e morte eterna

Vogliamo vedere veramente le vite dei salernitani trasformate dal Vangelo di Cristo?

Guardiamo in noi stessi, le motivazioni del nostro cuore.

Perché siamo qui oggi? Per gioire insieme in Cristo o perché venendo in chiesa vogliamo sentirci di aver fatto una cosa per renderci graditi a Dio?

Fratelli io per primo ho bisogno di Dio! 

Voglio di più,  ho bisogno di conoscerlo più in profondità.

Ho bisogno che la mia vita rifletta il suo carattere.

Ho bisogno di essere rinnovato da Dio e di cambiare,  perché se Dio mostra attraverso di me il suo carattere io sarò cambiato , e attraverso di me,  il mio matrimonio, le mie figlie, i miei familiari, i miei fratelli in Cristo, gli amici, la città di Salerno e per gloria di Dio la nostra nazione.

Non conto io, non conta ciò che penso, ciò che posso insegnare ma conta solo che Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo unigenito Figlio!

Questo conta!

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