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Oggi inizieremo un viaggio di tre mesi in uno dei miei libri preferiti del Nuovo Testamento, scritto da San Paolo.

Gran parte di voi ha sentito parlare di Paolo, ma ho l'impressione che non sappiate molto di lui. Paolo era un missionario che ha trascorso la maggior parte della sua vita da adulto a proclamare il vangelo (la buona novella di Gesù) e a far nascere nuove chiese. Dopo aver iniziato una nuova chiesa, avrebbe continuato a sovrintendere la nuova congregazione visitandola e scrivendo lettere. Infatti queste lettere costituiscono la metà del Nuovo Testamento. Una di queste lettere è per le chiese Cristiane nell'area della Galazia, che oggi corrisponde alla Turchia. Scrisse questa lettera solo 15-20 anni dopo la morte di Gesù.

Quello che mi piace di più di questa lettera è che ci pone faccia a faccia con il Vangelo, che è il messaggio centrale della Cristianità. Ma, come vedremo, il messaggio del vangelo non è solo per le persone che non hanno fede. Di solito vediamo il vangelo come l'inizio della nostra fede. La porta per entravi. Ma esso è molto di più! Noi non maturiamo più del vangelo. E' l'A-Z della vita cristiana. E' la sola via per entrare nel regno di Dio, ma è la strada su cui camminiamo ogni giorno. Ed è attraverso la nostra crescita nel vangelo che Dio ci trasforma per diventare persone nuove.

Qui vediamo Paolo che scrive questa lettera a una chiesa in crisi. Perché? Perché il messaggio del vangelo era in crisi. Ne discuteremo tra un po'. Ma prima, lasciate che vi faccia un breve riassunto del vangelo che Paolo predicò loro.

Il vangelo ci dice che siamo molto più malvagi di quanto possiamo immaginare, ma tuttavia siamo molto più amati e accettati in Cristo di quanto possiamo sperare.

E' la buona novella che attraverso la fede in Gesù (e solo attraverso la fede) noi siamo salvati dalla pena del peccato e della morte, ci viene data una nuova vita e vite trasformate qui sulla Terra, e la promessa che trascorreremo l'eternità alla presenza di Dio come suoi figli.

Ma in Galazia questo messaggio veniva distorto. C'era un gruppo di insegnanti che stavano insistendo che i nuovi cristiani dovevano seguire la legge di Mosè, come fece il popolo ebraico. In altre parole, essi stavano dicendo alla chiesa che sono accettati da Dio se seguono Gesù e seguono la legge ebraica.

Quindi, piuttosto che la salvezza attraverso la fede in Gesù, è ora "Gesù più la legge che equivale alla salvezza". E qui si vede una battaglia che va avanti da allora. C'è il vangelo e c'è la religione. Il vangelo dice di credere, la religione dice di obbedire. Il vangelo dice di riposare in Cristo, la religione dice di lavorare. Il vangelo dà la pace, la religione dà il senso di colpa. E soprattutto, come vedremo oggi, il vero vangelo porta la salvezza e la religione porta la condanna.

Leggiamo.

Galati 1:1-9

Cosa notate nell'atteggiamento di Paolo quando inizia la sua lettera?

Se leggete con attenzione, potete sentire la disapprovazione di Paolo. Lui usa un linguaggio molto forte per esprimere lo shock, o anche la rabbia per le chiese in Galazia. Soprattutto se comparata ad altre sue lettere, dove inizia quasi sempre con un saluto e poi esprime ringraziamento a Dio per colore a cui sta scrivendo. Qui, comunque, Paolo dice semplicemente nel versetto 6: "Mi meraviglio!"

In primo luogo, egli si meraviglia che questi nuovi cristiani stiano seguendo un messaggio diverso da quello che ha insegnato loro. In secondo luogo, egli è direttamente arrabbiato con le persone che stanno fuorviando la chiesa. "Vogliono sovvertire il vangelo" secondo Paolo, e dichiara che dovrebbero essere condannate per questo. Perché è così severo? A causa del messaggio che i forestieri stanno proclamando, e che i nuovi credenti stanno ora seguendo, è un rifiuto completo di tutto ciò che Paolo ha insegnato loro!

E allora Paolo ricorda ai cristiani della Galazia del divino messaggio del vangelo. Nel discorso di apertura della lettera dà loro un rapido ma completo contorno del messaggio del vangelo.

"grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo, che ha dato se stesso per i nostri peccati, per sottrarci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre." 3-4

Qui ci dà tre importanti solleciti, che ci dicono le verità essenziali del vangelo.

  • Chi siamo
  • Cosa fece Gesù
  • Perché Dio lo fece

1 - Chi siamo

Semplicemente, siamo impotenti e perduti. Questo è ciò che la parola "sottrarci" ci dice nel verso 4. Questa era la ragione principale per cui Gesù venne. Non per insegnare. Non per essere un esempio. Per essere un soccorritore. Gran parte della gente pensa che essere un cristiano significa essere in primo luogo una persona che segue l'insegnamento di Gesù e il suo esempio. Ma Paolo suggerisce che questo è impossibile. Dopo tutto, voi non salvereste qualcuno a meno che non fosse completamente impotente e perduto.

Immaginate di vedere una donna annegare. Non sarebbe affatto d'aiuto se le buttaste un manuale su come nuotare. Non le dareste qualche insegnamento, né saltereste in acqua per mostrarle un esempio di come nuotare. Vi lancereste e la salvereste. Paolo ci mostra nel verso 4 che Gesù non è tanto un insegnante, quanto un soccorritore. Perché è ciò di cui abbiamo più bisogno.

2 - Cosa ha fatto Gesù

Quindi come ci ha salvato? Paolo dice che ci ha salvato perché egli "ha dato se stesso per i nostri peccati". Ha fatto un sacrificio che era sostitutivo per natura. La parola "per" qui significa "al posto di". La sostituzione è il motivo per cui il vangelo è così rivoluzionario. Egli non ci ha dato semplicemente una seconda opportunità, o un'altra occasione di rimettere in sesto la nostra vita ed essere a posto con Dio. Egli ha fatto tutto quello che noi dovevamo fare, ma che non siamo in grado di fare a causa del peccato. Ha pagato il prezzo pieno del peccato, il che significa che sarebbe ingiusto per Dio farlo pagare anche a noi. Perché? Perché questo significa che Dio esigerebbe due pagamenti per lo stesso peccato, il che è ingiusto! Gesù ha fatto tutto quello che avremmo dovuto fare noi, al nostro posto, così che quando lo accettiamo attraverso la sola fede, diventiamo assolutamente liberi dalla pena e dalla condanna.

3 - Perché Dio lo ha fatto

Quindi, perché Dio lo ha fatto? Grazia. Non per tutto ciò che abbiamo fatto noi, ma "secondo la volontà di Dio e Padre Nostro". Noi non abbiamo chiesto un soccorso, ma Dio nella sua grazia è venuto a compiere una missione che non avremmo mai potuto fare per noi stessi. La salvezza in Cristo è pura grazia.

Il vangelo biblico che Paolo sta difendendo qui è chiaro. La salvezza, dalla prima all'ultima, è opera di Dio. E' la sua vocazione, il suo piano, la sua azione, il suo lavoro. E così è lui che merita tutta la gloria. Non saremo in rado di stare davanti a Dio e dire: "Guarda cosa ho fatto!" No. Cristo sarà glorificato per il suo lavoro svolto per conto nostro.

Noi siamo molto più malvagi di quanto abbiamo mai potuto immaginare, ma tuttavia siamo molto più amati e accettati in Cristo di quanto potremmo mai sperare.
Questo semplice messaggio, il vangelo della grazia, è una cosa preziosa. Ed è proprio questo il messaggio che i capi della chiesa di Galazia hanno compromesso, e i membri della chiesa di Galazia hanno abbandonato. Questo è importante, perché Paolo dice nel versetto 7 che qualsiasi modifica a questo vangelo significa farlo diventare nessun vangelo affatto.

Il messaggio di Paolo è che siamo "chiamati... dalla grazia di Cristo" (verso 6). Dio ci chiamo! E Dio ci accetta per ciò che Cristo ha fatto per noi, non per qualche merito nostro. Questo è l'ordine corretto del vangelo. Dio ci accetta, e poi lo seguiamo solo attraverso la fede.

Altre credenze religiose lo fanno nella maniera opposta. Noi facciamo qualcosa per Dio, e poi lui ci accetta. Giusto?

Non è quello che avete sentito per la vostra vita intera? Che la salvezza va guadagnata, non ricevuta? Che facciamo opere buone per essere accettati da Dio? Non è questo che insegna la religione?

Questo è ciò che veniva insegnato in Galazia. Era la fede più il lavoro. E secondo Paolo nel verso 7, questo semplice cambiamento era un completo capovolgimento del vangelo. Letteralmente, la parola che sceglie significa "rovesciamento".

Se voi dite: "per essere salvato ho bisogno della grazia di Cristo più qualcos'altro" - voi rovesciate completamente l'ordine del vangelo e lo rendete nullo e senza valore. E' per questo che Paolo dice nei versetti 6 e 7 che i falsi maestri insegnano un vangelo diverso, che non è affatto il vangelo. E' assolutamente un'altra cosa.

Allora la domanda è: in quale vangelo credete per la vostra salvezza? Quale messaggio avete ascoltato o creduto? Come credete di poter essere giusti con Dio? Non c'è domanda più importante di questa.

Per aiutarvi a capire questo, voglio che ci pensiate per un minuto. Se doveste morire proprio adesso, e vi trovaste davanti a Dio, cosa gli direste? Se Lui dovesse chiedere perché dovrebbe farvi rimanere in Sua presenza per sempre, voi come rispondereste?

Vi dirò alcune delle risposte più comuni che mi sono state date nel corso di questo anni a Salerno. Forse potete confrontare la vostra risposta con le loro.

  • Perché sono una brava persona e ho fede.
  • Ho fatto del mio meglio per seguire i 10 comandamenti.
  • Sono stato battezzato oppure ho preso la comunione per purificarmi dal peccato.
  • Sono attivo nella mia chiesa.
  • Tutte le strade portano a Dio, così mi basta seguire la mia coscienza e vivere una.
  • buona vita.
  • Ho fatto del mio meglio per rispettare gli altri •!Ho fatto di tutto per vivere la mia fede in Gesù.

Sapete cos'hanno tutte in comune? E' la fede più qualcos'altro. La fede più l'attività religiosa. La fede più le opere buone. La fede più il rispetto per gli altri. E' come se noi cercassimo di aiutare Gesù per salvarci.

"Gesù, grazie per essere morto per me. Ma la tua morte non è sufficiente, quindi da adesso me la vedo io!" Niente potrebbe essere più offensivo per lui! Immaginate che io torni a casa dopo che mia moglie ha lavorato tutto il giorno per pulire la casa rendendola immacolata. Ma piuttosto che ringraziarla e godermi la casa pulita, afferro una scopa e trascorro la settimana successiva a cercare di pulirla meglio. E' una perdita di tempo, e un'offesa al suo duro lavoro.

Vi rendete conto ciò che Gesù ha attraversato per salvarci dai nostri peccati? Capite quanto gli è costato? Siamo così arroganti da pensare che abbia bisogno del nostro aiuto? Che il creatore dell'intero universo non sia in grado di salvarci, e quindi ci diamo da fare per finire il suo lavoro? Questa è follia.

Infatti, è così folle che dirà poi nel capitolo 3 che se la nostra salvezza potesse essere raggiunta attraverso le nostre buone azioni, allora Cristo morì per nessuna ragione.

Per quelli di voi qui che dipendono dalle proprie buone azioni per salvarsi, stareste davanti a Dio il Padre dicendogli che ha fatto soffrire e morire suo figlio per nessuna ragione?

Non c'è peggiore offesa a Dio che rifiutare il suo dono gratuito di salvezza, e di rendere inutile la croce di Suo Figlio. E quando andiamo da lui con le nostre buone azioni volte a salvarci, questo è esattamente ciò che stiamo facendo.

Ed ecco perché è importante. Per questo Paolo è così arrabbiato. Avere un vangelo diverso significa che voi state "abbandonando colui che vi ha chiamati" (verso 6). Letteralmente, Paolo intende che state abbandonando Gesù stesso. Perché un vangelo differente, ci dice, non è affatto un vangelo.

E' come un vuoto. In fisica, il vuoto è l'assenza di materia in un volume di spazio. Scientificamente, non potete permettere un po di aria e dire che è per il 90% un vuoto. Essa è sia un vuoto completo o nessun vuoto affatto. Allo stesso modo, il messaggio del vangelo è che siete salvati dalla sola per grazia, solo attraverso la fede, solo nel lavoro di Gesù, o nient'altro. Non appena aggiungete qualcosa a questo, lo avete perso completamente.

Il risultato? Paolo ci dice nei versi 8 e 9 che il risultato è la condanna. Modificare il vangelo è giocare con la vita eterna e la morte. Paolo ci dice che, anche se un angelo venuto dal tetto proprio ora ci dicesse che la salvezza viene dalle buone azioni, dovrebbe essere condannato e cacciato dalla stanza. Se lo stesso apostolo Paolo tornasse dai morti e fosse qui tra noi oggi, ma vi dicesse di fare il possibile e di vivere meglio perché Dio ci accetti, egli dovrebbe essere condannato.

Non c'è chiesa, o capo della chiesa che è esente da questo. Siamo tutti responsabili davanti a Dio e alla sua parola. E la sua parola è chiara. Noi siamo salvati solo per mezzo della fede in Cristo.

Ora vedete perché Paolo è così severo nella sua lettera? La posta in gioco è alta. Stiamo parlando del destino eterno delle anime. La severità di Paolo è radicata nell'amore. Ama il Signore, ama il vangelo del Signore e ama il popolo del Signore.

Quindi la mia preghiera, mentre continuiamo a studiare questo libro insieme, è che impareremo ad amare il vangelo del Signore come fece Paolo. E, mentre cresciamo nel Vangelo, che Dio lo userà per trasformarci insieme in una comunità della Sua gente.