(Per ascoltare il sermone clicca l'immagine qui sopra)


La settimana scorsa abbiamo iniziato a studiare uno dei più importanti libri del Nuovo Testamento.

Lo dico, perché in questa lettera alle chiese di Galazia, Paolo affrontando la definizione del Vangelo stesso (la buona notizia di Gesù). La settimana scorsa abbiamo imparato che la chiesa in Galazia era sotto attacco. Non dai soldati, ma dai capi religiosi che insegnavano un vangelo diverso da quello che Paolo aveva originariamente insegnato loro.

Il Vangelo di Paolo era questo: che noi siamo molto più malvagi di quanto mai potremmo immaginare, ma siamo ancor più amati e accettati in Cristo di quanto potremmo mai sperare. In altre parole, la salvezza viene totalmente dalla grazia. Non la possiamo guadagnare, e non la meritiamo. Dio ci salva perché ci ama.

La differenza era semplice. Questi nuovi insegnamenti dicevano che siamo salvati dalla fede, più l’obbedienza religiosa. O la fede più il lavoro. Per loro, la salvezza non era un dono che riceviamo dal nostro amorevole Padre, ma un salario che guadagniamo da un giudice santo che tiene nota di tutte le nostre azioni.

Paolo dice, comunque, che questo non è affatto il vangelo, e quelli che insegnano un falso vangelo dovrebbero essere condannati. Un’accusa molto dura da fare. Che diritto ha lui per accusare loro? Come facciamo a sapere che il vangelo di Paolo è quello vero? Chi ha ragione?

Oggi risponderemo a questa domanda, e vedremo ancora una volta la vera natura del vangelo di Paolo. La Grazia. Ma prima, leggiamo la lettera.

LEGGIAMO Galati 1:9-24

Ciascuno ha una storia da raccontare. Ma quelli come noi che sono seguaci di Gesù hanno due storie. La prima riguarda chi eravamo prima che Dio ci salvasse, e, la seconda, chi siamo ora che Dio ci ha salvato. Questo perché siamo rinati mediante la nostra fede, e Dio inizia un grande lavoro per renderci una nuova creazione. Quando un credente condivide questa storia, questa è chiamata testimonianza. Nella seconda sezione della lettera di Paolo, egli ci sta dando la sua testimonianza della grazia di Dio nella sua vita. 

Ci sta raccontando la sua storia di conversione e di come Dio lo ha cambiato. Ma la sua motivazione non serve a fare in modo che la gente ammiri il grande uomo che è adesso. Non sta cercando di attirare l’attenzione su se stesso. Sta usando la sua storia per confutare le affermazioni di chi vuole screditare il suo messaggio, e vuole farlo per puntare alla meravigliosa grazia di Dio.

In primo luogo, Paolo vuole che siamo certi che il suo messaggio evangelico non veniva da una riflessione personale, da un ragionamento, o da un pensiero profondo. Non veniva da un confronto sull’argomento con altri capi della chiesa. E dopo che aveva ricevuto il messaggio, questo era stato considerato vero assieme agli altri Apostoli. 

Infatti ricorda loro che, fino alla sua conversione, egli era ostile verso i nuovi seguaci di Gesù. Nel verso 13 ci dice che voleva distruggere la nuova chiesa. Non c’era modo che questo fosse un processo graduale derivato della sua linea di pensiero. In altre parole, Paolo non inventò il messaggio che stava proclamando. In realtà, era l’esatto opposto di quello che avrebbe fatto! Prima che Paolo diventasse un Cristiano, era così violentemente contrario a Gesù che anche guardare e approvare l’uccisione di un Cristiano innocente non aveva alcun effetto su di lui.

Allora cos’è successo? In che modo è cambiato?

LEGGIAMO Atti 9:1-19

Dunque, cosa accadde? Paolo incontrò Gesù. Questa non fu una visione o una catalessi. Il fisico, risorto Gesù apparve a Paolo e tutto cambiò. L’uomo che un tempo contrastava Gesù veniva adesso battezzato come un nuovo seguace di Gesù.

Il punto di Paolo in tutto questo è di stabilire se stesso come un’autorità in materia. Egli sta sostenendo che qualunque altro messaggio su Dio e sulla salvezza è falso. Siamo salvati solo attraverso la fede nel solo Gesù. Se venite con un altro messaggio, Dio lo condannerà. E sulla base della testimonianza di Paolo, e l’affermazione degli Apostoli che camminarono con Gesù durante la sua vita sulla Terra, noi possiamo fidarci di lui. Nel versetto 12 dice che ha ricevuto questo messaggio direttamente da Gesù stesso.

Ma la testimonianza di Paolo non si limita a stabilire la sua autorità. Illustra anche uno degli aspetti più importanti del Vangelo stesso. La sua storia dimostra cosa sia realmente la grazia.

Paolo era un uomo che aveva fatto molte cose terribili. Aveva violentemente perseguitato la Chiesa, ucciso cristiani innocenti solo perché credevano in Gesù. E poco prima della sua conversione, era in procinto di mettere altri cristiani in carcere per la loro fede. Era un uomo molto peccaminoso, pieno di odio.

Eppure, allo stesso tempo, era un uomo che aveva fatto molte opere religiose. Aveva passato anni cercando di vivere secondo le leggi e le tradizioni ebraiche. Era più zelante e giusto di chiunque nel suo tempo, ed era diventato un leader religioso di alto livello. Eppure, tutta questa attività religiosa non lo aveva messo a posto con Dio. Paolo era lo stesso tipo di persona che gli si sta opponendo adesso. Dicono che siamo salvati per opere, ed è quello che lui stesso credeva. Dicono che dobbiamo obbedire a tutti i comandamenti per essere a posto con Dio, proprio come aveva fatto Paolo per tutta la sua vita.

Paolo sta dicendo: “io ci sono stato e l'ho già fatto! So tutto su quel tipo di religione. Ma ora so che non potete rendere voi stessi accettabili a Dio attraverso l’attività religiosa!”

Prima della sua conversione era uno zelante custode delle regole, pieno di orgoglio, e si opponeva violentemente al cristianesimo. La sua è una potente testimonianza al cuore del messaggio cristiano - il vangelo della grazia.

La grazia è il gratuito ed immeritato favore di Dio, che lavora con potenza nei nostri cuori e nelle nostre menti, per cambiarci. E non c'è esempio più chiaro di Paolo, la cui salvezza è per sola grazia. Siamo salvati nonostante il nostro peccato e il nostro fallimento, e non attraverso la nostra prestazione morale e religiosa.

Attraverso la vita di Paolo vediamo che nessuno è tanto buono da non aver bisogno della grazia del vangelo, neanche così cattivo da non poter ricevere la grazia del vangelo. Paolo era molto religioso, ma fu liberato dal vangelo. Paolo era anche profondamente peccatore, ma fu salvato e perdonato dal vangelo.

Mentre Paolo guarda indietro, può vedere che per tutto il tempo la grazia di Dio lo aveva preparato a questo giorno. Nel versetto 15 dice che Dio aveva « resecato sin dal seno di mia madre". Ci sta mostrando che la grazia di Dio aveva modellato il suo cuore, e preparato tutta la sua vita per le cose che Dio lo avrebbe chiamato a fare.

Questo è strabiliante. Paolo aveva resistito a Dio, ma Dio stava usando tutte queste esperienze e anche i suoi fallimenti per prepararlo alla conversione. Tutta la conoscenza della Bibbia e la religione - tutto lo zelo, la formazione, lo sforzo che Paolo utilizzò per opporsi alla Chiesa - veniva usato da Dio per renderlo umile ed equipaggiarlo per essere lo strumento di Dio per costruire la Sua Chiesa. Dio aveva lavorato tutto il tempo per utilizzare Paolo affinché istituisse la vera fede che un tempo aveva osteggiato.

Ma non lo vediamo solo nella vita di Paolo. E’ un tema importante nella Bibbia. Dio si serve di tutto, sia il bene che il male, per raggiungere i suoi scopi. Anche l'opposizione a Dio, e peccare contro Dio, verrà visto alla fine come non aver fatto altro che realizzare il piano di Dio.

Paolo ci mostra, attraverso la sua testimonianza, che il Vangelo ci dà una lente attraverso la quale siamo in grado di revisionare la nostra vita e vedere che Dio ci sta preparando e plasmando, anche attraverso i nostri fallimenti e peccati, per diventare vascelli della sua grazia nel mondo.

Mentre guardate indietro nella vostra vita, potete non vedere questo? Come Dio ha usato tutto il vostro passato per portarvi a questo punto oggi? I vostri successi e insuccessi, le vittorie e le sconfitte? Egli usa tutto questo per preparare il nostro cuore a credere nel Vangelo, e per essere utilizzato da Dio per i suoi fini nel mondo di oggi.

Egli fa tutto questo perché ci ama. Non perché siamo degni. Paolo non era degno del suo amore. Paolo ricevette l'amore e la grazia di Dio semplicemente perché Dio "si compiacque" (v. 15) di dare a Paolo il suo amore e la sua grazia. Egli ci ama semplicemente perché ci ama. E questo è l'unico tipo di amore che di cui possiamo sentirci sicuri, perché è l'unico tipo di amore che non possiamo perdere. Questa è la grazia.

Il Dio della grazia salva i peccatori come Paolo. Egli mostra Gesù sia agli orgogliosi che ai malvagi. Ai religiosi e ai ribelli. E lavora nella nostra vita anche prima di salvarci, per portarci alla fede e per equipaggiarci affinché lo serviamo.

Ma non è qui che la grazia finisce il proprio lavoro. La grazia ha continuato a lavorare nella vita di Paolo. Paolo non ci sta solo mostrando chi era, e come Dio lo aveva salvato, ma anche ciò a cui assomiglia una vita vissuta sotto la grazia di Dio. Vedremo questo nel corso di tutta la lettera ai Galati, ma per questa settimana ci concentreremo su una sola idea in particolare. Tutta questa parte della testimonianza di Paolo inizia con Paolo che dice nel versetto 10, "Vado forse cercando il favore degli Uomini, o quello di Dio?». Paolo sta facendo una domanda, ma la risposta è ovvia. Sta cercando il favore di Dio!

Il Vangelo ci libera da una vita asservita a compiacere altre persone, o dal bisogno di ottenere l'approvazione umana per le cose che facciamo. In altre parole, il Vangelo produce seguaci di Gesù sicuri e senza paura, che fanno ciò che è giusto senza preoccuparsi dell'approvazione o del parere di altre persone.

Un altro modo di metterla, sarebbe "temere l'uomo." Che è in contrasto con "temere Dio". Quando la Bibbia parla del timore di Dio, non significa semplicemente essere spaventati da lui. Il modo migliore con cui posso descrivere questo, è di pensare alla prima volta che mi sono trovato sul Grand Canyon. Non è che avessi la stessa paura che avrei avuto di un uomo che mi minaccia con un coltello. Quello che stavo vedendo era davvero meraviglioso. Ero completamente in soggezione, quasi senza fiato. Ma mentre mi trovavo vicino allo strapiombo, mi ha preso un timore reverenziale per la grandezza di ciò che mi stava di fronte.

La paura di Dio, nella Bibbia, significa essere pieni di stupore e meraviglia e di attrazione per la Sua grandezza. Pertanto, "temere l’uomo" deve significare avere una visione simile delle persone. Significa elevare la loro importanza, o sentirsi in soggezione. Avete bisogno della loro approvazione, o temete la loro disapprovazione. Quando gli permettete di determinare le vostre azioni, state dando loro il controllo dei vostri cuori. In molti modi, diventiamo loro schiavi. Desideriamo l'approvazione di altre persone così tanto, che faremmo tutto il possibile per ottenerla.

Questa è la differenza tra gli uomini e Dio. Con gli uomini, dobbiamo lavorare per guadagnare la loro approvazione. Invece Dio ci approva già in Cristo. Questo è come il Vangelo ci cambia e ci rende liberi. Quando abbiamo fede in Cristo, riceviamo la piena e completa approvazione di Dio. Quando Egli vede un credente, vede Gesù. Questo è grazie alla sostituzione che c’è stata sulla croce. Gesù ha preso tutti i nostri peccati e ci ha donato tutta la sua giustizia. Attraverso Gesù, Dio è pienamente soddisfatto di noi.

Prima che credessimo nel vangelo, vivere una vita che piaceva a Dio era un peso. Lo facevamo per dovere, in modo che Dio ci accettasse. Ma ora possiamo essere rassicurati dall’amore e dall'approvazione di Dio, e allora desideriamo obbedire a Dio. Non lo facciamo al fine di essere accettati o salvati. Noi obbediamo a Dio in segno di gratitudine ora che sappiamo che lui ci ha già salvati!

La grazia di Dio ci libera di vivere in un modo che piace a Dio. Ci dà sia certezza della nostra salvezza, sia la motivazione a vivere in un’obbedienza radicale. Non seguiamo la via di Dio per diventare suoi figli, ma seguiamo la via di Dio in segno di gratitudine per essere già figli di Dio!

In sintesi, Paulo ha condiviso la sua storia con le chiese di Galazia per due ragioni. In primo luogo, stava difendendo la sua autorità ad annunciare l'unico vero Vangelo della grazia. In secondo luogo, gli sta ricordando che è la grazia del Vangelo che cambia la vita e ci rende graditi a Dio. Non l’obbedienza religiosa. Ma in ultima analisi, il suo desiderio per tutto questo è nel versetto 24. Che avessero "glorificato Dio" a causa sua, della sua storia.

Quindi la mia preghiera di oggi per ciascuno di noi è proprio questa. Che, mentre valutiamo la storia di Paolo, possiamo rendere gloria a Dio per la sua capacità di salvare l'orgoglioso e il religioso, e allo stesso tempo di salvare il peggiore dei peccatori. Ciò significa che c'è speranza per ciascuno di noi. Se Dio può salvare Paolo, Dio può salvare noi. Nessuno è così buono da non avere bisogno della grazia del Vangelo, né tanto malvagio da non poter ricevere la grazia del Vangelo. Quindi, rendiamo gloria a Dio oggi, onorandolo per la sua infinita e meravigliosa grazia.